Album

Here Comes The Devil

Here comes the devil ha rappresentato l’occasione per mettere a frutto le esperienze vissute in passato in sala d’incisione e per esprimere un processo di scrittura dei brani maturato col tempo.

Per realizzarlo mi sono circondato di alcuni tra i musicisti più in gamba con cui ho avuto il piacere di suonare dal vivo nel corso degli anni e che sapevo essere capaci di supportarmi nella creazione dei brani.

La collaborazione conta in totale un gruppo di ben quindici strumentisti, capaci di dare vita ad un album sfaccettato le cui radici affondano sia nel rock che nel folk, passando da brani energici e senza troppi fronzoli a ballate ariose piene di dinamica.

Mi riferisco a membri dei Mandolin Brothers come Riccardo Maccabruni, Marco Rovino e Daniele Negro, con cui da tempo collaboro in vari ambiti, oltre che ad altri musicisti e amici di più vecchia data, come Luigi Scuri, Alice Marini, Paolo Malusardi e Riccardo Quaroni e ancora Paolo Ercoli, Leo Vertunni, Mario Semeraro, Alice Bencivenni, Andrea Garavelli, Giovanni Lanfranchi, Marco Scipione ed io.

L’album è stato registrato a Pavia, in vari studi, successivamente mixato, masterizzato e autoprodotto in ogni suo aspetto anche grazie alla preziosa collaborazione di Giorgio Deris Tosi, che ha curato le grafiche e di Manuela Lanzafame che ha scattato le foto.

Per quanto riguarda l’arrangiamento dei brani, ho fatto quello che credo si dovrebbe fare e cioè dare al brano ciò che richiede, che sia uno strumento o siano dieci, tenendo a mente un unico obiettivo durante tutte le fasi di realizzazione: volevo che una volta finito di sentire l’album all’ascoltatore venisse voglia di ascoltarlo di nuovo.

Spero di esserci riuscito.  

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